Festa del lavoro (perché ci fanno la festa?)
Sono femminista.
Per me il femminismo non è credibile se non affronta la questione del lavoro.
La parola “carriera” esprime la corsa alla competizione selettiva non al riconoscimento di competenze e talenti. Non esprime ricerca della felicità ma asservimento alla logica capitalista.
L’invisibilità del lavoro domestico è la punta dell’iceberg dell’invisibilità di tutti i lavori di manutenzione della vita, dalle filiere agricole ai servizi della distribuzione fino all’asservimento al nuovo capitalismo cognitivo nell’inserimento e controllo dei dati.
Le donne, in tutti i sistemi di asservimento del lavoro, sono la maggioranza.
Il femminismo italiano non può chiudere gli occhi sul rinnovato classismo e i dispositivi che lo riproducono anche nelle relazioni economiche tra donne e con donne.
I lavori di manutenzione sono necessari perché da questi lavori dipendono le nostre vite che si estendono dall’infanzia alla vecchiaia.
Nell’economia di scambio simbolico ormai asservita al sistema capitalista linguaggio e immagini concorrono all’invisibilità delle condizioni concrete di vita.
Per ora basta!
Buon Primo maggio

