Quale rapporto tra donne e nonviolenza? (2007)

Alle storiche il compito di raccontare quando dove e come le donne, non astratti soggetti filosofici ma concrete e viventi, hanno ricomposto lacerazioni, ricostruito condizioni di sopravvivenza, conservato sistemi, ambienti, persone, culture, utilizzando quei gesti di cura affinati nel corso di una lunga, varia, creativa e sofferta storia di divisione del lavoro tra produzione e riproduzione della vita della specie umana. Leggi tutto “Quale rapporto tra donne e nonviolenza? (2007)”

Le donne dentro la politica, la politica dentro le donne (2013)

Basta guardare alle forme per capire che la democrazia è ai suoi inizi: palazzi, rituali, gestualità sono ereditati direttamente dalla più lunga storia monarchica e la gerarchia, non il lavoro, resta il pilastro ancora solido a fondamento della società.
Nella società tripartita tra coloro che pregano, che combattono, che lavorano, in cui si riconosce l’Europa che si forma intorno all’anno mille, alle donne spetta il ruolo di riproduttrici della specie. Leggi tutto “Le donne dentro la politica, la politica dentro le donne (2013)”

8 marzo 2019 RICONOSCIMENTO: Un decalogo del femminismo per una porzione quotidiana di felicità

1. Riconosco in te una donna perché so che chiunque tu sia e qualunque sia il colore della tua pelle e dei tuoi capelli, la tua statura, la forma dei tuoi occhi, la tua inclinazione sessuale, il tuo reddito, la tua provenienza territoriale, la tua posizione sociale e politica, che tu sia nata donna o che tu abbia voluto diventarla, che tu sia sana o malata, giovane o vecchia, abile o disabile (con tutto ciò che di stereotipato significa) in tutti tutti i casi qualunque uomo può offenderti, sminuirti, ridicolizzarti, perseguitarti, ferirti, ucciderti solo perché donna, trovando intorno a sé silenzio, complicità, omertà.
Riconosco le donne reali che vivono accanto a me. Leggi tutto “8 marzo 2019 RICONOSCIMENTO: Un decalogo del femminismo per una porzione quotidiana di felicità”

Donne di destra che cercano il primo piano

C’è una palese contraddizione tra la dichiarazione di volersi occupare di diritti delle donne e insinuare che violenza e delinquenza sono appannaggio dei migranti, parlare di diritti delle donne e invocare leggi di tutela che riducono la libertà, mostrare preoccupazione per la delinquenza e pensare di fornire armi ai cittadini, come se la qualifica della cittadinanza esonerasse automaticamente da delinquenza, maschilismo, prevaricazione, omicidio, femminicidio e perfino follia; occuparsi di diritti delle donne e pensare che le soluzioni sono affidate alla giustizia penale, come se ogni problema si potesse risolvere con la denuncia e il carcere fosse il solo deterrente per una violenza maschile domestica alla quale molte donne potrebbero sottrarsi se avessero casa lavoro e solidarietà. Leggi tutto “Donne di destra che cercano il primo piano”

L’ECONOMIA TRA CANCELLAZIONE E SFRUTTAMENTO DELLE DONNE

Parto da un’osservazione sedimentata nella cultura popolare femminile dentro cui sono cresciuta: mia madre ripeteva spesso, in dialetto bergamasco, che se una donna resta vedova rifiorisce, se un uomo resta vedovo si riempie di pidocchi.I pidocchi erano il segno dell’abbandono di sé, della mancanza di cure, non della povertà ma proprio dell’incapacità di prendersi cura di sé. Leggi tutto “L’ECONOMIA TRA CANCELLAZIONE E SFRUTTAMENTO DELLE DONNE”

Costruire l’uguaglianza, liberare le differenze

Con il crollo del fascismo in Italia non è crollato il sistema scolastico, così come non sono crollate la Chiesa Cattolica o la Pubblica Amministrazione.

La guerra è passata con la sua devastazione, donne e uomini hanno resistito operando attivamente dentro la guerra di liberazione non solo per cacciare gli occupanti tedeschi, ma anche per rifondare l’Italia su un nuovo patto di cittadinanza che includesse tutti e tutte sulla base dell’uguaglianza. Leggi tutto “Costruire l’uguaglianza, liberare le differenze”

La violenza di cui non parliamo

Acqua, aria, terra e riproduzione della specie: sono gli elementi dell’ecosistema che per noi umani costituisce la vita.
L’economia, che pure significa casa e quindi gestione dell’abitare umano, diventata scienza nell’età del capitalismo, considera solo la terra nel paradigma della ricchezza, eppure dell’aria parlano, nei loro incontri, i potenti che si spartiscono i territori, le guerre per l’acqua sono già cominciate e quella per il dominio sulla riproduzione della specie è antica di qualche millennio, dichiarata dagli uomini che hanno inventato gli eserciti come forma dell’agire, articolata nelle strutture sociali dell’arruolamento di uomini, ma anche di donne, a sostegno dei pilastri di una gerarchia sociale che si fonda sulla relazione impari tra i sessi e da questa produce la forma mentis in cui, di volta in volta, possono crescere e proliferare tutte le ideologie e pratiche discriminatorie.
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